BOXE. GRANDE SPETTACOLO CON FINALE AMARO AL 25° “MEMORIAL CARLOS DURAN”
Anche questo 25° “Memorial Duran” va in archivio dopo avere regalato emozioni e spettacolo al pubblico presente. Era iniziata bene la serata finale per i pugili della Pugilistica Padana, con le brillanti vittorie nel pugilato olimpico di Tetiana Omelchuck e Pierpaolo Mosiello, un buon pareggio per Ousumane Ba, che è riuscito a rimontare un conteggio subito nella prima ripresa e la sola sconfitta sul filo di lana di Nicola Santucci.
Le cose si sono complicate dal match di debutto al professionismo tra i Pesi Welter di Ali Marcel Valdevit; il pugile di Massimiliano Duran ha affrontato Cristian Sabbatini un avversario difficile perché autore di un pugilato aggressivo e imprevedibile, con già 3 match da pro all’attivo. Partenza un po’ in sordina di Valdevit, che ha boxato molto contratto durante le prime riprese, senza riuscire ad esprimenre il suo migliore pugilato e dando spazio all’avversario che avanzava portando colpi larghi e potenti e usando anche qualche scorrettezza, che tuttavia non veniva sanzionata dall’arbitro. Solo dopo la terza ripresa Valdevit ritrovava il ritmo giusto, riuscendo ad arginare al meglio le sfuriate dell’avvesario e boxando in modo lineare ed efficace come lui sa fare. Troppo poco però per i giudici, che al termine del combattimento hanno premiato il pugile romano per la maggiore continuità di azione ed aggressività. Il peso Welter di Duran, ha comunque rotto il ghiaccio e superata l’emozione del debutto, certamente avrà modo, grazie alla sua tecnica, di trovare future soddisfazioni anche nel pugilato professionistico.
Bene Alex Ciupitu, il pugile toscano ritorna a Ferrara, dove ormai è di casa, per affrontare l’argentino Marcelo Fabian Bzowski, un pugile mancino di grande esperienza che ha calcato anche i ring degli Stati Uniti e del Regno Unito, che come previsto ha dato del filo da torcere a Ciupitu, boxando prevalentemente di rimessa e usando quanto più possibile il suo potente gancio. Bravo Ciupitu a non cadere nella rete dell’esperto 36enne, riuscendo a portare al termine le sei riprese con una buona vittoria ai punti, la settima consecutiva, che porta il suo attuale “palmares” a 10 vittorie su 15 incontri disputati.
Clou della serata, l’incontro valido come semifinale al titolo italiano dei Pesi Medi tra il ferrarese Nicola Cristofori e il tarantino Giovanni Rossetti, combattimento che si preannunciava di grande interesse per le caratteristiche ed il valore dei due pugili, entrambi in passato già Campioni Italiani della categoria. Il match in realtà ha riservato ai presenti una sorpresa del tutto inattesa.
Partenza veemente di Rossetti che forza i colpi cercando di incrociare Cristofori che schiva e rientra sugli attacchi dell’avversario. Dotato certamente di buona potenza Rossetti, che ha vinto 8 incontri per KO, riesce durante la prima ripresa a portare un potente e preciso colpo che scuote visibilmente Cristofori che rimane però in piedi. E qui l’epilogo del match con l’arbitro che si interpone fra i due pugili; tutto il palapalestre si aspetta un ‘conteggio in piedi’, ma la decisione del ‘terzo uomo sul ring’ è di sospendere l’incontro decretando la vittoria di Giovanni Rossetti.
Una decisione che ha scatenato malumore e indignazione tra il pubblico presente; non essendo Cristofori finito al tappeto, ci si aspettava che subisse un conteggio ma non certo che fosse fermato e quindi sconfitto in modo così repentino. Un’azione, quella dell’arbitro, che certamente lascierà strascichi di dicussioni e polemiche, per una scelta così estrema ed immediata. Significativo può essere il commento di uno dei giudici di sedia che dopo la proclamazione del vincitore ha dichiarato: “il compito primario degli abitri è garantire l’incolumità dei pugili, questo prima di ogni altro aspetto, anche sportivo”. Naturalmente tanta amarezza nel clan di Massimiliano Duran, per la decisione drastica che ha fatto terminare in questo modo il combattimento, con Cristofori che in segno di protesta non si è presentato alla proclamazione del verdetto.
















