ARS ET LABOR. CERVELLATI: “PROMOZIONE DIRETTA ANCORA FATTIBILE, A QUESTE CONDIZIONI..”
Riccardo Cervellati, ferrarese di nascita e icona Biancazzurra, (ha vestito la maglia della Spal, dalle giovanili alla 1ª squadra), è senza dubbio un osservatore attento e competente delle vicende sportive e non, della squadra di Ferrara.
Abbiamo chiesto il suo punto di vista, anche di professionista del settore, (una lunga carriera da portiere, ed è tutt’ora nel mondo del calcio come procuratore sportivo), su presente e futuro della storica squadra Biancazzurra.
MANCANO 12 GIORNATE AL TERMINE DEL CAMPIONATO, E LA CAPOLISTA È IL MEZZOLARA, CON UN VANTAGGIO DI 6 PUNTI SUI BIANCAZZURRI. TI ASPETTAVI CHE POTESSE REALIZZARSI UNA SITUAZIONE DEL GENERE?
No, sinceramente no, anche se, e ne avevamo già parlato in una precedente intervista*, trovavo troppo ottimista la convinzione che si era diffusa, che si sarebbe certamente vinto il campionato di Eccellenza con estrema facilità. Una fiducia che consideravo eccessiva, soprattutto per i problemi che già ad inizio campionato erano evidenti, ovvero i ritardi nel formare la squadra dovuti alla situazione antecedente, la piazza importante che può mettere qualche pressione ad una squadra che gioca in questa categoria, oltre naturalmente alla ulteriore pressione che comporta l’obbligo di vincere sempre e da subito. Però non pensavo certo di trovarmi a 12 partite dalla fine del campionato, con un cambio di allenatore e a 6 punti dalla prima in classifica. So però che nel calcio queste cose possono succedere, ed ora bisogna pensare ad uscire in tutti i modi da questa situazione.
CONOSCEVI QUALCUNO TRA I GIOCATORI DELLA ROSA ATTUALE E QUALI TI HANNO COLPITO MAGGIORMENTE IN POSITIVO?
Quando è stata presentata la rosa, conoscevo solo alcuni dei giocatori, come Cozzari e Mazza che avevo visto nella Primavera del Bologna e Giacomel, che trovo un ottimo portiere per la categoria, gli altri li ho conosciuti quando sono arrivati a Ferrara. Oggi dopo oltre 20 partite penso di poter dare un mio giudizio e sono convinto che ci sono giocatori certamente di livello, come lo stesso Giacomel e Dall’Ara, ed in particolare Luca Senigagliesi; gli altri sono buoni giocatori con validi trascorsi alle spalle, ma questo a volte non basta in determinate condizioni.
NELL’OTTICA DELLA SITUAZIONE ATTUALE, IL CAMBIO DEL MISTER, CON L’AVVICENDAMENTO DI BENEDETTO-PARLATO, È STATO A TUO PARERE TEMPESTIVO O TARDIVO?
Il cambio di allenatore, è stato per me assolutamente necessario e c’è stato anche un po’ di ritardo nel farlo. A Di Benedetto sono state concesse tante “chances”, che in altre circostanze non avrebbe avute; perché a parte in qualche rara occasione, non ci siamo mai divertiti e non abbiamo mai visto la squadra dominare veramente gli avversari. Al di là di questo, non si è poi mai creato quel feeling necessario tra l’allenatore e la piazza. A mio parere il tecnico siciliano non è mai entrato in sintonia con le esigenze di questa città e dei nostri tifosi e c’è stato un distacco, che dopo queste annate terribili, non ha aiutato la comprensione tra le parti. Oggi più che mai, c’è un bisogno assoluto di riavvicinare la città alla squadra e dal punto di vista empatico, questo è veramente mancato. Quindi, non si poteva andare avanti in quelle condizioni, nella totale incomprensione tra tifoseria e guida tecnica.
COME VALUTI LA SCELTA DELLA SOCIETÀ DI AFFIDARSI A MISTER PARLATO?
È un tecnico di qualità, che ha allenato anche in Serie C ed ha raccolto numerosi successi. Ritengo sia una persona valida, ma anche la persona giusta in questo momento, perchè è un uomo molto posato e tranquillo. A 12 partite dalla fine, visto che non si possono fare grandi stravolgimenti, bisogna a mio parere riportare un po’ di tranquillità alla squadra, perché da quanto si è visto i giocatori non sono tranquilli e si sentono molto sotto pressione. Lui secondo me è molto bravo a riportare serenità nell’ambiente, ha già allenato in piazze importanti ed esigenti come Ferrara, ed è quindi in grado di trasmettere fiducia e tranquillità alla squadra, anche in momenti di grande tensione. Trovo sia quindi il tecnico giusto per affrontare le ultime partite, cercando di recuperare i punti che mancano. La vittoria con la Comacchiese, al suo esordio in campionato, ha un aspetto importante sotto il profilo psicologico, ed avendo ancora davanti lo scontro diretto con il Mezzolara al Mazza, ha mantenuto aperte le possibilità di recupero, fossimo andati a meno 8 sarebbe stato tutto molto più difficile.
QUANTE SONO LE PROBABILITÀ DELL’ AGGANCIO E SORPASSO AL MEZZOLARA DAL TUO PUNTO DI VISTA?
Sono tante, perché il distacco è ancora colmabile e se le cose vanno per il verso giusto si può fare; chiaro che da ora non bisogna sbagliare più nulla e questo comporterà pressioni ancora più forti. Già da domenica ogni partita sarà importante per recuperare qualche punto un po’ alla volta, in attesa dello scontro diretto del 15 marzo. Battere il Mezzolara in quell’occasione, a 6 partite dalla fine, potrebbe dare il via ad una volata finale vincente, perché il pubblico di Ferrara è un grande trascinatore.
QUAL’È IL CONTESTO MIGLIORE PERCHÈ L’IMPRESA SI POSSA REALIZZARE?
L’aspetto positivo di questa situazione, è certamente il fatto che tutti stiamo remando tutti dalla stessa parte, i tifosi, la società, la stampa, gli addetti ai lavori, le istituzioni e la città tutta; non vediamo l’ora di uscire da questo incubo, anche per questo nel primo periodo le critiche sono state molto morbide, perché tutti vogliamo che questo campionato finisca bene, per iniziare a risalire verso i palcoscenici del calcio che questa città merita.
FACENDO I DEBITI SCONGIURI, SE LE COSE DOVESSERO GIRARE MALE ED ANDASSIMO AI PLAY OFF, COME VEDI QUESTA CIRCOSTANZA?
Ma io in questo momento non ci penserei proprio, perché fino a pochi giorni fa pensavamo alla Coppa Italia come soluzione di “emergenza”, ma anche il percorso della coppa sarebbe stato lunghissimo ed i Play Off sono ancora peggio; adesso l’obiettivo è un altro, ai Play Off penseremo se proprio non potremo evitarli. Ad oggi siamo in piena corsa e basta un passo falsio del Mezzolara ed una nostra vittoria per ritrovarci di nuovo a ridosso del primo posto.
PARLANDO DELLA SOCIETÀ, COME VEDI IL LAVORO CHE VIENE SVOLTO DAL PUNTO DI VISTA OPERATIVO, RISPETTO A QUANTO SI ERA PROSPETTATO NEL LUGLIO SCORSO?
A me sembra una società attiva, che comunque ci sta provando nonostante le numerose difficoltà. Le molte iniziative che sono ripartite e stanno ripartendo, come il calcio giovanile, il settore femminile ed anche il calcio inclusivo, che si chiamava precedentemente “Specialissimi”, dimostrano che un progetto serio c’è. Se torniamo alla scorsa estate, dobbiamo pensare al fatto che la società è partita da zero, senza nulla, non c’erano palloni, attrezzature per gli allenamenti, divise; hanno dovuto allestire in quattro e quattr’otto non solo la squadra, ma tutto il necessario perché le cose funzionino. Quindi in un contesto del genere non si può pensare che immediatamente tutto vada per il verso giusto. L’unica cosa che mi sento di evidenziare, è che ci vorrebbe un po’ di comunicazione in più da parte della dirigenza, verso la città ed i tifosi, anche perché ho avuto modo di conoscere i dirigenti e mi sembrano tutte persone molto disponibili che non assumono certi atteggiamenti discutibili visti in passato. Riguardo alla scelta fatta dall’amministrazione di affidare a questa società il compito di non disperdere il patrimonio SPAL, per ripartire e riportare il calcio ferrarese ai giusti livelli, ritengo sia stata fatta la scelta migliore, che è stata ben valutata dal punto di vista delle potenzialità, economiche, tecniche e di esperienza nella gestione di una società sportiva di alto livello.
* L’intervista a Riccardo Cervellati del 2 Luglio 2025: https://www.ferrarasport.it/spal-riccardo-cervellati-ci-aspettano-anni-difficili-servira-una-visione-diversa-e-futuribile/














