IL CORDOGLIO DELLE AQUILE PER LA SCOMPARSA DI MASSIMO BONESI
IL COMUNICATO DELLA SOCIETÀ:
Nella primavera del 1982 i primissimi Duchi, la giovanile, disputarono il loro primo scrimmage con casco e spalliera, attacco contro difesa. Lo staff della prima squadra era presente per assistere alla partitella e non potè non notare una figura che spiccava in modo netto, un uomo adulto in mezzo a dei ragazzini. Quel muscoloso diciottenne si chiamava Massimo Bonesi. Pur non avendo (ancora) mai visto un bilancere in vita sua, “Bone” era naturalmente dotato di un fisico possente e, allo stesso tempo, molto atletico. Quello stesso giorno, fu invitato ad allenarsi con le Aquile.
In poco tempo Massimo divenne un linebacker molto forte, titolare assoluto in prima squadra. In aggiunta alla sua straripante fisicità, era un difensore estremamente tecnico, capace di leggere i giochi con ottimo anticipo e di arrivare molto in fretta sulla palla. Nessun dubbio che, nella sua epoca da giocatore, fu uno dei pilastri fondamentali della difesa delle Aquile.
Ma Bone era anche una persona speciale, disciplinato nella vita di tutti i giorni come sul campo, con quel rigore di stampo militare che aveva tanto apprezzato durante il servizio di leva nella Folgore. Un lavoratore, un marito, un padre di famiglia: questo voleva essere e questo è stato. E anche un amico affettuoso, sempre pronto a ricordare i bei tempi in cui si condivideva l’huddle e le tante avventure di football e di gioventù.
Avendo iniziato a lavorare molto presto, di recente aveva raggiunto l’ambito traguardo del pensionamento e la sua vita era stata allietata dalla nascita di una bellissima nipotina.
Ma il destino è davvero crudele, a volte. Ieri una maledetta malattia si è portata via il nostro Bone, il più roccioso dei difensori e il più devoto dei papà. La sua scomparsa, così prematura, lascia un enorme senso di vuoto nei suoi compagni di un tempo.
Stringiamo tutti in un affettuoso abbraccio la moglie Annalisa e la figlia Francesca.














